Leggendo il libro di un uomo di montagna, mi sono imbattuto in questi mesi in una frase che mi è rimasta impressa e che ha suscitato alcuni riflessioni. Costui diceva che in montagna molti sono capaci di seguire i sentieri battuti, preparati e anche ben segnalati. Non si abbandona il sentiero, perché chi lo ha pensato e costruito con fatica lo ha fatto con una certa logica e perché è certamente meno faticoso di tutte le scorciatoie che un escursionista può trovare. Il sentiero segnato offre sicurezza. Quei segni bianchi e rossi ti indicano che sei sulla strada giusta e poi trovi anche i cartelli che ti indicano la direzione da seguire, o più in alto gli ometti che svettano in lontananza quasi ad invitarti a passare vicino a loro. Sul sentiero sei tranquillo e anche il cardiofrequenzimetro rileva pulsazioni normali.
Capita però talvolta di perdersi, oppure che il sentiero non sia più segnalato a causa di una frana, di un’alluvione, o che sia anche stato abbandonato. Allora ci si sente persi. Non ci sono più sicurezze, segni ben visibili da seguire. Leggi il cardiofrequenzimetro e ti accorgi che i battiti del cuore salgono a dismisura. Non sei più nella tua zona di conforto. Allora ci devi mettere la tua competenza e piuttosto che seguire dei “segni” devi iniziare ad avere dei “sogni”: il sogno di ritrovare il sentiero giusto, il sogno di raggiungere un rifugio caldo e sicuro, il sogno di una vetta.
Quando vivi questa esperienza ti capita di passare in luoghi nei quali probabilmente nessuno prima di te è passato, anche se magari poco distanti dai comuni luoghi di passaggio. Ti capita di pensare un sentiero, una via che ti conduca dove desideri.
E’ quello il momento del sogno. E quello il momento in cui inizi a metterci del tuo, non tanto per essere originale a tutti i costi, ma per affrontare quello che la vita ti pone davanti e trovare tu in prima persona una soluzione.
Così è la vita. Spesso seguiamo i sentieri ben tracciati e ne traiamo immenso giovamento.
Appena però i segni tradizionali vengono a mancare, subito ci facciamo prendere dall’ansia e dallo sconforto, perché temiamo di affrontare la novità e ancor di più l’ignoto. In questa stagione della storia, l’arte di affrontare i sentieri ben segnalati è importante, a patto di sapere dove si sta andando. Ma ancor di più è importante l’arte di sognare qualcosa di personale che ci conduce a mete insperate. Per commentare questo articolo e augurarvi un Natale nel quale diventiamo abilitati a seguire sentieri diversi, metto questa fotografia scattata in Valle Aurina in cima allo Speikboden il 13 ottobre 2025. E’ ben visibile il segno ma non il sentiero. Sullo sfondo si intravede anche la meta finale.

Buon cammino e buon Natale.

don Lorenzo Stefan

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